Racer Timossi BPM 5200 KD 1958 “78”

  • Esemplare unico.
  • Barca idonea per i principali eventi storici del settore.
  • Documenti originali FIM.
  • Condizioni perfette e pronta corse.

Gli scafi da corsa “Tre Punti”, chiamati anche “Racers”, sono unitamente ai catamarani, la massima espressione della produzione di barche da competizione, soprattutto nel periodo che va dagli anni ’50 fino ai primi anni ’90 anche se il progetto iniziale si deve all’americano Tommy Hill che nel 1945 presentò il primo racer con carena completamente piatta e soli 3 punti d’appoggio sull’acqua. In Italia il primo scafo di questo tipo fu presentato dal cantiere Picchiotti, progettato da Achille Castoldi che aveva visto in America i primi esemplari.

Ben presto tutti i principali cantieri italiani seguirono l’esempio americano, aiutati anche dalla presenza nelle gare nazionali del 1949 del pilota americano Robert Bogie col suo “Blitz III” e successivamente, nel 1951, dalla partecipazione ai principali eventi italiani di un secondo motonauta americano, Paul Sawyer, che mise a disposizione della Federazione Italiana Motonautica i disegni costruttivi del suo racer “Alter Ego”, molto più evoluto delle barche che lo avevano preceduto.

Lo scafo che viene presentato è eccezionale, con una storia assolutamente unica. Fu ordinato nel 1954 al cantiere Timossi di Azzano (Como) dal principe austriaco Fritz Herbert Sonsky. Carlo Timossi fu un progettista che lavorò presso i cantieri Riva di Sarnico prima di fondare il proprio cantiere specializzato in barche da corsa e di alte prestazioni. Sonsky voleva una barca che fosse “unica” per navigare nelle acque del lago di Como, dove aveva una villa, con cui portare in giro anche ragazze ed amici. A tale scopo si fece costruire un racer biposto, assolutamente unico nel suo genere, che riuscì anche a targare per uso diportistico. Il principe austriaco usò lo scafo dal 1954 al 1967 quando lo vendette a Loris Rabitti che ne fece lo stesso uso ma sul lago di Garda fino al 1980.

La barca fu quindi venduta a Costantino Granata di Bologna che non la usò ma la tenne nel proprio garage fino al 1985 quando la cedette ad Auletta, sempre di Bologna che infine la vendette a Guido Romani nel 2007 il quale la sottopose ad un restauro totale sia di scafo, affidato al cantiere Popoli di Colorno, che di motore eseguito da Fabio Verin di Milano.

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