È andata in archivio anche la 73ª edizione della Pavia Venezia che quest’anno è stata caratterizzata dall’acqua del Po particolarmente bassa e che ha reso fondamentali le doti di navigazione degli equipaggi e l’attenzione riservata alle varie secche che si trovano lungo i 320 km del percorso che è stato ridotto proprio per questi motivi di 100 km, dai 418 originali.
La partenza è avvenuta quindi da San Nazzaro, in provincia di Piacenza, e si è conclusa come di consuetudine a Venezia Brondolo.
Molti dei favoriti sono stati vittime di problemi tecnici e la vittoria è andata alla fine al pilota ceco Tomas Cernak che guidava uno scafo di Formula 2, alimentato anch’esso dal biocarburante ecologico.
Ma le grandi protagoniste sono state le barche storiche, sei delle quali hanno concluso con successo la manifestazione ed addirittura Paolo Romagnoli, alla guida di un racer Lucini spinto da un motore Alfa Romeo 2000, ha conquistato la terza piazza assoluta, anche in mezzo alle barche moderne.
Sono state consegnate delle targhe da parte dell’associazione barche da corsa storiche, gruppo neo affiliato ASI e, in questa occasione, è stata particolarmente significativa una lunga chiacchierata tra il presidente ASI Alberto Scuro e il presidente della FIM Giorgio Viscione che potrà precludere a una forma più intensa di collaborazione in vista degli impegni futuri.
Da rilevare anche la presenza dello scafo Abbate Rothmans del 1982, con i colori di Ebimotors Classic ed alimentato dal biocarburante a zero emissioni, portato in gara dal presidente ASI e FIVA Alberto Scuro e da Pietro Silva, che ha terminato la gara, a conferma della grande attenzione che ASI ha nei confronti dell’ambiente.

